martedì 19 febbraio 2008

Bussa alla porta












“Hai capito?”
“Si. Ho capito”
“Tra un quarto d'ora arriviamo a casa della vecchia. Lasciamo l'auto dietro la casa. Tu bussi alla porta e dici di essere Antonio”.
“Antonio è il nipote, giusto?”
“Giusto”
“E sei sicuro che non capisce che non sono il nipote?”
“Sicuro. La vecchia è sorda. E' uno scherzo che facevamo io e Antonio quando andavamo a trovarla. Rispondevo io al posto suo e lui si faceva un sacco di risate”
“...”
“E' facile”
“E' facile...”
“Qual è il problema?”
“Ho capito che la vecchia ci sente poco, ma mica è scema. Antonio è morto una settimana fa”
“Si, ma i vecchi perdono... come si dice? Perdono il senso della realtà. Quella quando sente che suo nipote è andato a trovarla manco ci pensa. E' felice e basta”
“Non lo so. Mi sembra strano”
“Tu non ti preoccupare. Dì di essere Antonio, e mentre la vecchia apre ci caliamo i passamontagna”
“Poi?”
“E poi cosa. Entriamo, la leghiamo e ci prendiamo la pensione”
“Ma tu sei sicuro di sapere dove ce l'ha?”
“Te l'ho detto. Antonio le rubava i soldi mentre lei ci preparava il caffè. Diceva che secondo lui la nonna lo sapeva, e che lo faceva apposta a mettere la pensione sempre allo stesso posto”
“E se la vecchia fa resistenza?”
“Gli diamo un paio di cazzotti nella pancia e la facciamo stare tranquilla”
“E perché ti porti la pistola?”
“Se fa la difficile e non sta tranquilla”
“...”
“Tranquillo. E' facile. Ci mettiamo poco. L'importante è che parli soltanto tu perché a me mi riconosce”
“E poi che devo fare?”
“La imbavagliamo e la leghiamo”
“E poi?”
“Poi prendo i soldi e ce ne andiamo”
“E se non li trovi?”
“Li trovo. La faccio cantare a furia di mazzate”
“...”
“Che c'è?”
“Quella muore”
“Ma che muore!”
“Muore, muore... e poi che facciamo?”
“Quando siamo lontani chiamiamo il 112”
“No. E' meglio che chiamiamo il 118”
“E perché?”
“Meglio l'ambulanza dei carabinieri. Diciamo che la vecchia ha avuto un infarto”
“Va bene. Mi sembra una buona idea”
“Vedi di mettere la terza che sennò questa macchina fonde”
“E qual è il problema, mica è nostra”
“E, ma se ci lascia a piedi i soldi ce li scordiamo. E poi quanto ci vuole ancora?”
“Dieci minuti”

“Ma l'hai visto?”
“...”
“L'hai visto anche tu?”
“...”
“Hai visto anche tu quella cosa?”
“Si. L'ho vista”
“E che cos'era?”
“Non lo so che cos'era”
“Guarda nello specchietto, io non vedo niente dietro”
“Sto guardando, ma non c'è più niente”
“Torna indietro”
“Non era niente. Era un banco di nebbia”
“Ma dove la vedi la nebbia. Non ce n'è. Torna indietro”
“Lascia stare. Era un po' di nebbia”
“Torna indietro!”
“Si, si. Sto girando”
“Che cos'era?”
“E che ne so che era”
“Tu dove l'hai visto?”
“Qua, in questo punto”
“Anch'io”
“L'ho visto sul lato mio, al centro della strada. Ma non c'è più”
“Infatti. Però l'hai visto anche tu?”
“Si. Ci siamo passati attraverso con la macchina”
“E che cos'era?”
“Non lo so”
“Sembrava un'ombra”
“Si. Sembrava un'ombra. Un'ombra luminosa”
“Sembrava la sagoma di una persona che stava sospesa”
“Si. La sagoma di una persona trasparente”
“...”
“...”
“Senti, quanto ci manca per arrivare dalla vecchia?”
“Tre minuti”
“Senti... io non me la sento più”
“Che significa che non te la senti più?”
“Significa che non me la sento più. Torniamocene”
“Hai ragione”
“Torniamo indietro”
“Pure io non me la sento più”
“Lasciamo la macchina qua e torniamocene a piedi”
“No, teniamoci la macchina”
“No. Lasciamo la macchina qua e torniamocene a piedi”